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giovedì 19 novembre 2015

ISIS: IL CANCRO CHE SI STA INFILTRANDO IN EUROPA

Pubblichiamo quanto inviatoci dal Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis circa l'infiltrazione in Europa dei terroristi dell'ISIS.

"E' vero, la maggior parte dei morti per attentati terroristici islamici si è riscontrata in Stati non europei, ossia Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Siria.
E' però altrettanto vero che in questi Stati si sta combattendo una guerra tra musulmani per il possesso di territori; si tratta di una guerra tra chi vuole prendere il potere politico utilizzando le armi e chi, sempre con le armi, cerca di difendere la sua leadership politica.
In Europa gli attentati terroristici hanno, invece, una valenza completamente diversa.
Gli assassini dello Stato islamico, ossia i membri dell'ISIS, si sono infiltrati in maniera subdola, mescolandosi ai profughi che giungono in Europa e approfittando di una politica europea che ormai sta perdendo la propria identità culturale e religiosa in nome di una globalizzazione senza senso.
Infatti, alla base del buonismo e dell'ipocrita accoglienza a tutti i costi voluta dall'Europa, vi è proprio una perdita continua ed inesorabile dei propri valori culturali e religiosi, ossia la perdita della civiltà europea.
Da una parte vogliamo un'Europa unita, mentre dall'altra non sappiamo più quali siano i valori che contraddistinguono l'Europa.
Valori che si basano sulla democrazia, la libertà di espressione, l'uguaglianza tra uomo e donna e, piaccia o non piaccia, l'essere Cristiani.
Già, l'essere Cristiani.
Un punto nodale nell'invasione subdola e mefitica dell'ISIS: infatti, mentre negli Stati non Europei è una guerra tra Musulmani, in Europa è una guerra tra Cristiani e Islamici.
Tutte le altre giustificazioni, frammenti di ipocrisia senza ragione, non hanno alcun senso.
Il Santo Padre ha detto che utilizzare il nome di Dio per uccidere è una bestemmia e dunque qui potremmo pensare di essere di fronte a dei luridi bestemmiatori.
Il problema invece è che questi rifiuti umani non agiscono contro i precetti della loro religione, ma osservano, in maniera integralista, proprio ciò che la loro religione prescrive.
Maometto era un combattente, Cristo predicava l'amore.
Il problema è dunque essenzialmente religioso: da una parte una religione, la Cristiana, che predica l'amore, dall'altra un'altra religione, la Musulmana, che predica l'imposizione di tale religione anche con la guerra.
Da questi concetti, discende la dicotomia esistente tra due civiltà che sono inevitabilmente opposte.
Tra i popoli islamici non esiste la democrazia, la libertà di espressione, l'uguaglianza tra uomo e donna, tra i popoli europei cristiani questi principi sono fondamentali.
Pertanto, è giusto avere rispetto della religione islamica, ma non è possibile alcuna integrazione.
Ecco perché, inevitabilmente, questa convivenza forzata si tramuterà in uno scontro tra civiltà.
La presenza poi di queste fetide canaglie, di questi vigliacchi, che colpiscono a caso, perché il loro nemico è il Cristiano e non un potere politico, non può che determinare una reazione di difesa da parte dei veri Europei.
Tempo per le parole non ce n'è più, l'ISIS si è infiltrato in Europa come un cancro ed ora il cancro va estirpato.
So che sembra impopolare, ma quando si è colpiti dal cancro si attua la chemioterapia, la quale distrugge, oltre alle cellule cancerose, anche molte cellule sane: è il prezzo per avere salva la vita.
Ecco perché, per poter eradicare il cancro dell'ISIS è necessario agire con decisione e fermezza nei confronti di tutti coloro che non sono veri profughi, rimandandoli a casa, controllando e verificando tutti i centri di riunione islamica e cominciando a riappropriarci della nostra civiltà cristiana.
Solo con un atto forte e congiunto, l'Europa potrà salvarsi, altrimenti la guerra sarà inevitabile e diventerà uno scontro religioso-ideologico.
Estirpare il cancro dell'ISIS si può, siamo ancora in tempo, ma bisogna anche voler fare la terapia.
Sorge però il dubbio che molti Paesi europei siano troppo morbidi nell'attuare la terapia: interessi economici? Necessità di approvvigionamenti petroliferi? Necessità di mantenere il potere politico utilizzando i voti degli immigrati? 
Forse tutte e tre le cose insieme.
Per riappropriarci della nostra identità culturale dobbiamo diventare vigili sentinelle, collaborare con le forze dell'Ordine, segnalare le anomalie ed i presunti pericoli, dare priorità al nostro dovere civico.
Noi non possiamo permettere che i nostri figli domani si sveglino e si accorgano che l'Europa e la sua civiltà non esistono più.
Dobbiamo reagire, lo dobbiamo fare per il futuro dei nostri figli, per noi, per tutti coloro che hanno dato la vita per creare un'Europa democratica, libera, uguale e cristiana e, soprattutto, NON DOBBIAMO AVERE PAURA, perché i vigliacchi sono loro e non certo noi.
Per tutti questi motivi, con forza ed orgoglio dico a gran voce: IO SONO CRISTIANO.

Fra Riccardo Bonsi
Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S."





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